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Punti neri sul viso? Non schiacciarli. Ecco la skincare che fa davvero la differenza.
Esigenze Cutanee 8 minuti

Punti neri sul viso? Non schiacciarli. Ecco la skincare che fa davvero la differenza.

Articolo curato dal team scientifico di Skin First, guidato dalla Dott.ssa Maria Pia Priore, farmacista, cosmetologa, founder di Skin First.

Ti sei mai avvicinata allo specchio, magari sotto una luce forte, e hai notato quei puntini scuri sul naso, sul mento o sulla fronte? Ce li abbiamo tutti, in qualche momento della vita. E spesso, una volta visti, parte la stessa tentazione: schiacciarli. La verità è che non funziona, anzi spesso peggiora le cose. Qui ti spieghiamo come togliere punti neri dal naso, dal mento e dalle altre zone del viso, con la skincare giusta.

In breve

  • I punti neri non sono sporco: sono sebo e cellule morte che, a contatto con l'aria, si ossidano e diventano scuri.
  • Schiacciarli a casa non aiuta. Crea microtraumi, infiammazione e rischio di cicatrici.
  • La risposta concreta è la skincare: detersione mirata, esfoliazione con acido salicilico, costanza nel tempo.

Cosa sono i punti neri (e perché si formano)

I punti neri, in linguaggio scientifico, si chiamano comedoni aperti. Sono pori ostruiti da un accumulo di sebo e cellule morte che, essendo esposti all'aria, si ossidano e assumono quel colore scuro tipico. È proprio l'ossidazione a dare il colore: non è sporco, anche se l'idea diffusa è quella. Esistono anche i punti neri sotto pelle, che in realtà non sono ancora "neri": sono comedoni chiusi, coperti da cellule cornee, non a contatto con l'aria, e quindi non ossidati. La differenza tra punti neri visibili e punti neri sotto pelle è proprio l'esposizione all'aria.

Si formano principalmente sulla cosiddetta zona T (naso, mento, fronte), dove le ghiandole sebacee sono più numerose. La causa principale per cui si formano i punti neri sulla pelle sono i livelli di testosterone, che stimolano la produzione di sebo. Per questo i punti neri compaiono spesso in adolescenza, ma possono accompagnarci anche da adulte. Altri fattori contribuiscono: predisposizione genetica, stress, inquinamento, esposizione ai raggi UV, prodotti cosmetici comedogenici.

Il binomio pelle grassa e punti neri è il più comune, ma il fenomeno riguarda anche la pelle mista, e in modo meno frequente la pelle secca: anche chi ha la pelle secca ma con punti neri esiste, e di solito si tratta di una pelle disidratata che produce sebo come reazione, oppure di una pelle con una predisposizione genetica a comedoni nella zona T.

Schiacciare i punti neri funziona? La verità scomoda

Ti capiamo: la tentazione di schiacciare un punto nero è universale, e per molte persone è anche piuttosto soddisfacente. Ma il consiglio è di non farlo, e per ragioni concrete.

Schiacciare a casa significa esercitare pressione su un poro ostruito senza saperlo fare correttamente. Il rischio è di spingere il contenuto verso l'interno invece che farlo uscire, creando un'infiammazione che prima non c'era. Si possono provocare microtraumi che danno origine a macchie post-infiammatorie, e nei casi peggiori a piccole cicatrici. Spesso il punto nero non sparisce: si trasforma in qualcosa di più grave.

C'è poi un'altra cosa: anche quando sembra di averlo rimosso, il poro è ancora lì. Se la causa (eccesso di sebo, cellule morte non rimosse, abitudini sbagliate) non cambia, il punto nero si riforma nello stesso punto in pochi giorni.

💡 Consiglio Skin First Se proprio non riesci a resistere, la cosa meno dannosa è farlo da un'estetista esperta in extraction, mai a casa con le dita o con strumenti improvvisati. E mai su un punto nero infiammato o arrossato: in quel caso lascialo stare e tratta l'area con un gel localizzato.

Stesso discorso per le strip nasali e gli estrattori manuali fai-da-te: sembrano una soluzione rapida, ma l'adesivo aggressivo delle strip può irritare la pelle e alterare la barriera cutanea, mentre gli estrattori a casa, senza esperienza, fanno più danno che bene. Il punto nero, intanto, si riforma in pochi giorni perché la causa resta.

Come prevenire i punti neri

La prevenzione conta più del trattamento, e funziona su tre fronti.

1. Una detersione mirata, due volte al giorno. La pulizia è il primo gesto contro i punti neri perché rimuove sebo in eccesso, residui di make-up e impurità che altrimenti restano nei pori. Per chi ha pelle impura, grassa o mista, la Mousse Detergente Purificante è formulata con Acido Salicilico al 2% e Polilisina, un prebiotico che contrasta la proliferazione dei batteri responsabili di brufoli e impurità. La sera, se hai indossato make-up o SPF, va abbinata alla doppia detersione con l'Olio Detergente Struccante Oil to Milk.

2. Esfoliazione chimica, due o tre volte a settimana. È il passaggio che fa più la differenza sui punti neri. L'esfoliazione chimica con acido salicilico rimuove le cellule morte accumulate nei pori e contrasta la formazione di nuovi comedoni. Più sotto entriamo nel dettaglio degli attivi e dei prodotti.

3. Una crema viso giusta per il tipo di pelle. La crema sbagliata può peggiorare i punti neri invece di prevenirli. Una crema troppo ricca su una pelle impura crea un film occlusivo che ostruisce i pori. Meglio orientarsi su formulazioni leggere, a rapido assorbimento. Per chi ha pelle con brufoli e punti neri attivi, la Crema Viso Purificante è la scelta più indicata: ha una texture leggera e attivi seboregolatori. Se invece hai i punti neri ma non hai brufoli attivi, e cerchi un'idratazione leggera che aiuti anche a prevenire i primi segni del tempo, puoi optare per la Crema Viso Preventiva, formulata con Acido Ialuronico e peptidi, sempre a rapido assorbimento.

4. SPF non comedogenico, ogni giorno. L'esposizione ai raggi UV nel tempo può influire sulla dimensione dei pori e sulla produzione di sebo. Una protezione solare quotidiana fa parte della prevenzione, anche per chi ha pelle impura. I Fluido Viso SPF 30 e SPF 50 hanno una texture leggera, fluida, pensata per stratificarsi sotto al make-up senza appesantire.

5. Maschera all'argilla, una o due volte a settimana. L'argilla ha un'azione assorbente sul sebo in eccesso: applicata in posa sulla zona T contribuisce a ridurre la quantità di sebo che ristagna nei pori, il principale responsabile della formazione di nuovi punti neri. Attenzione però alla scelta: una maschera all'argilla troppo aggressiva può seccare la pelle e alterare la barriera cutanea, e in risposta la pelle può finire per produrre ancora più sebo. La Maschera Viso Purificante è formulata con argilla bilanciata da Acido Ialuronico, Pantenolo e Olio di Oliva: assorbe il sebo in eccesso senza compromettere l'idratazione.

💡 Consiglio Skin First Si legge spesso che il vapore o gli sbalzi termici "aprano e chiudano i pori". Non è così: la dimensione dei pori non dipende dalla temperatura. Il vapore può aiutare a fluidificare il sebo prima di una pulizia professionale, ma non li "apre". Stesso discorso per l'acqua fredda alla fine della detersione: non li "chiude".

Gli attivi più efficaci contro i punti neri

Non tutti gli attivi cosmetici funzionano sui punti neri allo stesso modo. Ne esistono alcuni con un'azione mirata, scientificamente documentata, che vale la pena conoscere.

  • Acido Salicilico (BHA): è il principe degli attivi contro i punti neri. È un beta-idrossiacido liposolubile, e questa caratteristica è la sua forza: essendo affine al sebo, riesce a entrare nei pori e a sciogliere il sebo in eccesso al loro interno. Gli altri acidi esfolianti, come gli AHA (glicolico, mandelico), lavorano in superficie. L'acido salicilico lavora dentro. È efficace sia in prevenzione che in trattamento. Lo trovi nella Mousse Detergente Purificante (al 2%), nel Perfezionatore Cutaneo (al 2%) e nella Lozione Pelli Impure.
  • Niacinamide: è un attivo seboregolatore: contribuisce a normalizzare la produzione di sebo, riducendo nel tempo l'aspetto dei pori dilatati. Ha anche un'azione uniformante sull'incarnato, utile per chi ha macchie post-infiammatorie residue. Il Booster Niacinamide + Azeloglicina combina la niacinamide con l'azeloglicina, una forma stabile dell'acido azelaico ad azione purificante.
  • Retinolo: stimola il turnover cellulare, contribuisce a normalizzare la secrezione di sebo e ha un'azione antiossidante che contrasta proprio quel processo di ossidazione che dà il colore scuro ai punti neri. Il Booster Retinolo va usato solo la sera, perché può rendere la pelle più sensibile ai raggi UV. Va introdotto con gradualità: si parte da tre sere a settimana a giorni alterni, e si aumenta nel tempo.
  • Argilla: non è un attivo nel senso stretto, ma una sostanza con un'azione precisa sui punti neri: assorbe il sebo in eccesso. Funziona in formato maschera, sulla zona T dove i punti neri si concentrano. L'importante è scegliere una formulazione bilanciata, che non secchi la pelle.

Il consiglio della Dott.ssa Maria Pia Priore

I punti neri sono una di quelle esigenze cutanee che sembrano tornare sempre, anche quando si fa tutto bene. Il mio consiglio è di non aspettarsi una soluzione immediata. La skincare lavora nel tempo, e i risultati sui punti neri si vedono dopo settimane di costanza, non in tre giorni.

Se la situazione non migliora con una routine ben costruita, o se hai impurità diffuse e infiammate, vai dal dermatologo. I cosmetici fanno molto sulla prevenzione e sull'aspetto, ma alcune forme di impurità persistenti hanno bisogno di una valutazione medica.

— Dott.ssa Maria Pia Priore, farmacista, cosmetologa e founder di Skin First®

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Maria Pia Priore
Founder di SKIN FIRST®, farmacista e cosmetologa

In conclusione

I punti neri non si tolgono in una notte, e non si tolgono schiacciandoli. Si trattano con la pazienza, e con una skincare costruita su quello che la pelle chiede davvero: detersione mirata, esfoliazione con acido salicilico, costanza nel tempo. Non esistono prodotti per togliere punti neri in tre giorni: esistono prodotti che, usati con costanza, ne migliorano davvero l'aspetto nel tempo.

La pelle non chiede miracoli. Chiede attenzione.

Fonti scientifiche

  • Priore M.P. (2022). Skincare per tutti. Mondadori Libri.
  • Marson J.W., Baldwin H.E. (2020). An overview of acne therapy, part 1: topical therapy, oral antibiotics, laser and light therapy, and dietary interventions. Dermatologic Clinics, 38(2):247-255.
  • Arif T. (2015). Salicylic acid as a peeling agent: a comprehensive review. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 8:455-461.
  • Decker A., Graber E.M. (2012). Over-the-counter acne treatments: a review. Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology, 5(5):32-40.
  • Mukherjee S., et al. (2006). Retinoids in the treatment of skin aging: an overview of clinical efficacy and safety. Clinical Interventions in Aging, 1(4):327-348.

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